Beato il popolo che non ha bisogno di eccellenze

pubblicato il 4 giugno 2019

 

Nello scenario del complesso del san Giovanni, nella sala in cui sogliono rappresentarsi i riti bella buona società industrialpoliticaculturale catanzarese, c’è voluto il bassotto poliziotto. Com’è quella di Bruno Lauzi? Povero Lauzi, ha scritto decine di belle canzoni, qualcuno l’ha anche scambiato per Albert Einstein per via della folta increspata bianca capigliatura, (non so chi dei due avrebbe potuto prendersela a male – ipotizzo il fisico bestiale -), ma il suo maggiore successo rimane quel Johnny il bassotto che scoprirà la verità.

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Il Cottarelli e i crudarelli

Pubblicato il 7 marzo 2019

Dopo qualche tempo, ieri ho ripreso a frequentare i luoghi del dibattito pubblico nella mia città – la transitoria assenza motivata da accadimenti famigliari, sui quali pure vorrò e dovrò ritornare.

La Camera di commercio di Catanzaro ospitava Carlo Cottarelli economista alla Bocconi, che di per sé è un bel dire, già Commissario alla Spending review nei precedenti governi, nonché incaricato da Sergio Mattarella per la formazione di un possibile governo tecnico prima dell’esito positivo (!) dell’enigmatico contratto gialloverde, presidente dell’Osservatorio dei conti pubblici e, per ultimo e nel corrente, special guest di svariati talk televisivi, ospite fisso di FabFa a CheTempChFa. Continua a leggere “Il Cottarelli e i crudarelli”

La Brain City di Tullio Barni

Pubblicato il 17 maggio 2018

Da “semplice anatomista” come da autodefinizione understatment, Tullio Barni sarà anche un po’, forse parecchio, citologo. Di sicuro è un grande citazionista. Ho avuto modo di ascoltarlo nel tardo pomeriggio di mercoledì al Circolo Placanica e sono uscito sopraffatto dal gran numero di citazioni su cui ha costruito la sua bella tirata in tema di rapporto città-università, per dirla in sigla CZ/UMG, Città di Catanzaro/Università Magna Graecia. È partito da Ernesto Galli Della Loggia, è passato per Serge Latouche, ha lambito Alexis de Tocqueville, con decine di fermate intermedie a Bilbao, a Valencia, a Oresund, finanche nella desertica e straricca penisola araba. Non per dire che il mondo è vario e degnamente popolato, ma per validare due assunti tra loro conseguenti: che la tecnologia fa l’uomo furbo e che per essere furbi tecnologici occorre propiziare. Detto in modo più chiaro, se si vuole veramente che Catanzaro divenga, come da brand ormai consolidato, Città della Cultura e della Conoscenza, è fatto obbligo inventarsi qualcosa che funga da gancio, che capti, intercetti, trattenga e dia sviluppo virtute e infine canoscenza. A proposito, lo scrivo adesso perché altrimenti mi passa in dimenticanza, leggendo le slide mi è venuto in mente che Catanzaro è la città dalle 4 C, tutte maiuscole come si suole imprimere in tutti i documenti un po’ paraculi, ultimo Agenda Urbana 2018 su cui poi tornerò: Catanzaro Città Capoluogo della Calabria. Anzi, adesso che ci penso, esageriamo pure. Città delle 6 C: Catanzaro Città della Cultura e della Conoscenza Capoluogo della Calabria. Altro che 3 V. Continua a leggere “La Brain City di Tullio Barni”

L’Agenda Maleducata del sindaco Abramo

Pubblicato il 15 maggio 2018

Fare la parafrasi di Agenda Urbana è facile e, per qualcuno, finanche divertente. Basta prendere a prestito Vasco Rossi e cantilenare: “Voglio un’Agenda Maleducata, un’agenda alla Steve Mc Queen/Voglio un’Agenda Spericolata, la voglio piena di lai”.

Più difficile è, invece, arrivare all’interpretazione autentica dell’Agenda Urbana per la città di Catanzaro 2018, il cui varo è prossimo, preceduto dalle necessarie premesse fatte di documenti preparatori, discussioni con gli interessati, modifiche varie ed eventuali. Il fatto è che quando su un piatto si mettono 32 milioni di euro (per la precisione 32.800.000) e sull’altro le attese, la bilancia pende sempre dalla parte di queste ultime che, al contrario dei primi, non finiscono mai.                                                                                                                                                  Se a questo aggiungiamo le enfasi declamatorie dovute all’accesso di entusiasmo (per esempio la prima uscita pubblica sull’argomento del sindaco Abramo che, a

marzo in biblioteca comunale, nell’incontro con il partenariato sociale ed economico, aveva messo più carne al fuoco di quanto la piastra consentisse) e il consueto pressapochismo dell’informazione corrente che si limita a riportare quanto passa il convento delle veline ufficiali (nessuno che vada ad allargare le interlinee dei documenti di sintesi, dove speso quanto non c’è scritto vale più di quanto riportato), ecco che i fraintendimenti superano le corrispondenze, e gli equivoci hanno la meglio sulla nuda concretezza dei fatti.

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L’Agenda grossa di Sergio Abramo

 

Pubblicato il 25 marzo 2018

Chissà perché. Alla presentazione del programma di Agenda Urbana per la città di Catanzaro, officiata dal sindaco Sergio Abramo con l’aiuto fondamentale di Antonio De Marco, si avvertiva l’aria rassicurante del già visto e del già sentito, corroborato rinforzato e puntellato dai ricorrenti “vedremo” e “sentiremo” che predispongono equamente a speranze e perplessità. Ci sono ben 32 milioni di finanziamenti Por in ballo, o giù di lì, più una manciata – si fa per dire – di milioni non di competenza diretta dell’amministrazione comunale ma supervisionati dalla Regione, ente con il quale i rapporti non sono stati ultimamente idilliaci per notorie divergenze di schieramento. Alla resa dei conti – termine ultimo di rendicontazione il non lontanissimo 2023 – la Città tra i Due mari dovrebbe assumere un aspetto meno improbabile di quello attuale, più vicino agli standard “smart” desiderabili che a quelli “smort” oggi identificabili.

Questo ha auspicato il sindaco: questo ha lasciato intravedere, entrando più nel dettaglio, l’ottimo De Marco che, dismessi i fugaci abiti del competitore di Abramo alla guida del governo cittadino, appese al chiodo le responsabilità di dirigente regionale di un settore delicato quale quello delle politiche sociali, ha offerto in modalità lodevolmente gratuite le curriculari competenze programmatorie al servizio dell’amministrazione civica.

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D’ acqua e sangue

Infiltrazioni nei palazzi simbolo

Pubblicato il 26 febbraio 2018

Scemano, crollano, si sgretolano. Alcune scompaiono lentamente, si consumano nel ritorno a prima del tempo. Altre vengono giù all’improvviso, un movimento della terra sotto radici vecchie che non riescono ad aggrappare niente che dia rifugio e salvezza. Qualcuna rilascia pezzo dopo pezzo, col rumore bianco dell’ impercettibile consunzione. Sfacelo.
Le città sono così, quelle con fama e quelle senza lode.
Nella città in cui mi ritrovo a vivere, è dapprima venuta già la volta di una cappella laterale del Duomo. Verso metà marzo dell’anno passato, di notte, senza corpo ferire. La mattina il sagrestano ha aperto il portone laterale e ha subito sentito un odore di muffa più intenso del solito, come di terra umida smossa da poco. All’apparenza sembrava tutto normale, se non per qualche profilo irregolarmente sovrabbondante dietro le panche, appena oltre la navata centrale, dall’altra parte esatta della pianta. «San Vitaliano padre e vescovo», ha implorato il buon uomo appena accortosi dell’accaduto e prima di precipitarsi fuori dalla cattedrale, attraversare la piazza e bussare all’alto portone in legno dell’arcivescovado per dare l’allarme.

La catena delle competenze – lo scarico del gravame, l’allargamento delle responsabilità – si è subito messa in moto: dal portiere al segretario ancora mezzo assonnato, da questi a monsignore l’arcivescovo  impegnato negli esercizi spirituali, e poi, a macchia d’olio, per salti e per sinapsi alle confraternite, ai parroci, ai consiglieri comunali, al sindaco, finanche al presidente della Regione che, subito, ha espresso solidarietà, offerto pensose considerazioni e promesso fondi adeguati.

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Sassi materani e Fioriture czaresi

Pubblicato 11 maggio 2017

Paolo Verri lascia Catanzaro con la confortante sensazione di avere nella città calabrese più estimatori che a Matera, dove svolge da anni con indubbio successo la funzione di direttore del Comitato che l’ha guidata verso la proclamazione di Capitale europea della cultura 2019, e dove, a leggere le cronache, qualche problema ce l’ha pure. Standing ovation a fine discorso da parte di un pubblico che ha affollato la sala dei concerti a palazzo De Nobili al di là di ogni aspettativa, tanto che Nicola Fiorita, comprimario della serata, ha dovuto ammettere di non avere, lui e i suoi collaboratori in questa prima fase di campagna elettorale da candidato sindaco, un fiuto particolarmente addestrato a indovinare dimensioni e capienza dei posti dove svolgere le iniziative pubbliche. Speriamo per lui che non si ripeta il vecchio paradosso del buon Pietro Nenni che, alla fine della vendemmia, ebbe a sintetizzare il lapidario “Piazze piene, urne vuote”. Pubblico rapito e un po’ ubriacato dalle mirabolanti escursioni verticali e orizzontali del manager culturale che in un’ora di discorso ha spaziato in maniera puntiforme in molte città europee e ha citato con competenza e buona resa mnemonica poeti, sociologi, politici e appuntamenti culturali di sicuro richiamo, a cominciare dal Salone del libro di Torino di cui è stato per diversi anni il giovanissimo direttore. Il pubblico catanzarese, è risaputo, sa dimostrarsi oltremodo generoso con chi ne accarezza le riposte debolezze sentimentali.

Verri, consapevole o meno di questo, ha tirato fuori dai suoi ricordi di supporter granata del Toro il nome a effetto di Palanca, sul cui micidiale corner a rientrare ha giocato anche Fiorita per chiudere in brillantezza il suo intervento finale, legandolo al vento e alla sua prodigiosa attitudine a cambiare il corso ordinario delle cose, oltre che del pallone. Verri ha poi svolto con accurata nonchalance il suo eccezionale curriculum, sempre a capo di qualcosa di importante da organizzare e da coordinare, sia in proprio – come editore, per esempio, sia su incarico delle amministrazioni pubbliche – come responsabile del Piano strategico di Torino, delle candidature delle Universiadi invernali e di altre simili celebrities.

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