Anche l’incontro dei tre candidati (oltre a Milan Barça) finisce in parità

Confronto tra candidati a sindaco, scintille Abramo-Scalzo

Sulla questione etica, accuse da parte dell’esponente del centrosinistra che fa qualche nome

di Contento Patofame

E poi dicono che questi confronti a tre non servono a niente. Parliamo di quello tra i tre più accreditati candidati a sindaco di Catanzaro per i prossimi (si spera) cinque anni.

Se non ci fosse stato quello di ieri sera al Caffè letterario non avremmo saputo quanto dichiarano di dichiarare al fisco Abramo Celi e Scalzo (ACS in uno degli acronimi più in voga al momento dopo il protoalfabetico ABC). A domanda, incredibile a dirsi, il più complicato nella risposta è stato Scalzo che non si è capito bene tra ricercatore o stagista ma comunque intorno ai 1300 euro mensili, insomma è uno dei più. Celi si è attestato tra i 50 e 60 mila annui, con una forbice che copre quasi l’intero appannaggio annuo di Scalzo. Abramo (compreso Sorical, ha tenuto a precisare) tra i 300 e 400 mila all’anno, con una forbice che copre l’intero 740 di Celi. Forbice mangia forbice verrebbe da dire, ma fin qui nessuna sorpresa e nessuna indicazione di voto, poiché è risaputo che non si va a votare per eleggere il candidato più capiente altrimenti non ci sarebbe storia. Ma non è neanche detto che si vada a votare per il candidato più sapiente, perché anche qui qualcuno dei tre partirebbe sicuramente avvantaggiato, non fosse altro per il titolo di studio, il solo Scalzo risultando essere laureato, a meno di smentite. Ma non si deve nemmeno eleggere il più paziente,  e qui Celi non lo batterebbe nessuno per come ha cercato di smussare gli spigoli attriti che a un certo punto hanno causato scintille tra gli altri due. E’ stato quando al terzo o quarto giro di domanda si è trattato di rispondere sulla attività di controllo etico dei partiti nella compilazione delle liste riguardo a possibili condizionamenti. Quando Scalzo ha accennato alla non linearità di comportamento di alcuni candidati consiglieri del centrodestra riguardo a più o meno esplicite minacce, Abramo ha chiesto di tirare fuori i nomi e possibilmente i cognomi e poiché Scalzo tergiversava per ovvi motivi ma Abramo incalzava perché se uno è a conoscenza di fatti precisi deve denunciare e Scalzo a quel punto ha accennato a Sergio Costanzo per alcuni fatti riguardanti la Catanzaro Servizi e Abramo ha replicato che era stato proprio Scalzo a tenere comportamenti non leciti alla Catanzaro Servizi facendo promesse irrealizzabili, ecco, allora è opportunamente scesa in campo Celi che ha raccomandato a tutti di stare calmi se si può che è meglio per tutti.

Pino Celi candidato del Polo di Centro, insomma, vorrebbe fare come il celebre Christo sui monumenti di mezza Europa:  stendere un velo pietoso su tutto quanto di disdicevole è successo in passato. Meglio rimboccarsi le maniche e pensare al futuro dei figli, al lavoro che non c’è,  alla cultura con cui bisogna riempire i tanti contenitori che abbiamo costruito o recuperato in città negli ultimi quindici anni, anche perché ci sono cose che si possono fare senza spendere praticamente niente, come per esempio rendere efficiente la macchina comunale, razionalizzare spese, circondarsi di dirigenti capaci e così via. E’ un approccio come un altro, che potremmo definire di tipo sentimentale, e non è detto che sia meno efficace nei risultati degli altri due che si sono resi evidenti nel primo dei confronti a tre, e d’altra parte il più appropriato alla location trattandosi di Caffè letterario.

Altro approccio è quello di Sergio Abramo, candidato del centro destra,  che potremmo definire di tipo tecnocratico: denso di cifre, di poste di bilancio, di sigle di programmi, di cose fatte e di cose non fatte, di pareggi di bilancio, di patti di stabilità e di avanzi primari. Abramo ci riprova, come è risaputo. D’altra parte è specialista nel vincere le elezioni dopo una interruzione traumatica della precedente amministrazione. Successe nel ’97, era l’altro secolo, dopo la giunta Gualtieri. Non tutti ricordano come Abramo avesse deciso allora di fare il sindaco a prescindere dallo schieramento che lo avesse sostenuto. Fu infatti corteggiato parecchio dal centro sinistra di allora, e poi finì nel modo che sappiamo. Un po’ come è successo di recente con Enzo Ciconte, predestinato a essere candidato a prescindere, salvo ripensamenti sul filo di lana, giusto in tempo per non perdere la tramontana (Antoine, Sanremo 1968).

Tornando al dibattito a tre ( il così detto tribattito) di ieri sera, c’è da ricordare solo l’ultimo approccio, quello di tipo politologico di Salvatore Scalzo secondo cui non si risolve tutto con il tecnicismo, altrimenti basterebbe eleggere il sindaco attraverso un concorso per titoli ed esami.

L’incontro si è chiuso giusto in tempo per consentire la visione di Milan Barcellona. Finita in parità. Anche l’incontro al Caffè letterario è durato novanta minuti. Dire che è finita anche qui con un nulla di fatto sarebbe una cattiveria. E non la diciamo.

catanzaroinforma.it giovedì 29 marzo 2012

 

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