Sbatti il mare in cartella clinica

Presentato il numero verde SOS Mare a Palazzo Alemanni

I calabresi, quelli residenti e quelli per un giorno, possono stare tranquilli. Marisa Fagà, presidente del Consiglio di amministrazione di Arpacal, ci ha messo la faccia, come si dice con una brutta espressione abbastanza di moda e pertanto destinata a diventare molto di moda perché il kitsch  impera imperterrito e imperituro. Nella conferenza stampa di presentazione a palazzo Alemanni del numero verde SOS MARE 800.33.19.29 ha detto che le acque del mare calabrese sono tutte balenabili. (Lapsus melvilliano di chi scrive. Leggasi balneabili).  Certo, ha aggiunto con fare materno e allusorio: se uno fa il bagno alle foci dei fiumi i nei porti, allora le cose cambiano. Ci sono, è vero – ha ammesso la voce di Arpacal – ore durante le quali le acque si sporcano. Non ha dato spiegazioni al fenomeno, né nessuno gliele ha chieste. Ha però attribuito la responsabilità agli “stragisti” del mare: a quelli che sporcano scientemente, magari durante le ore notturne, scaricando gli spurghi in acque territoriali così perlomeno non si rischia una controversia internazionale con la Tunisia. Suggerisce all’uopo l’approvazione di una “leggina” al governo regionale: seguendo l’esempio illuminato del prefetto di Catanzaro che l’anno scorso ne ha fatto una ordinanza valevole solo per la sua competenza territoriale, vietare il transito delle auto cisterne delle aziende di spurgo nelle ore notturne. Certe cose meglio farle alla luce del sole. Non che facciano meno danno, ma perlomeno i vampiri non avranno nulla da ridire.

La Task force che sovrintende al numero verde ha tre squadroni principali e qualcuno di complemento. Oltre ad Arpacal, c’è naturalmente il dipartimento Ambiente della Regione Calabria che coordina e finanzia, c’è la Guardia Costiera e le Capitanerie di Porto rappresentate nella firma del protocollo di intesa dal Comandante di Vascello Gaetano Martinez, direttore marittimo di Reggio Calabria, autorizzato in questo dal Comandante generale delle capitanerie di porto. Martinez è ufficiale di lungo corso. Oltre che a Reggio, è stato per sei anni a Roma presso il MinAmb, e ha diretto la capitaneria di Augusta in Sicilia all’epoca della faccenda di “Mare Rosso” nella rada di Augusta: una brutta storia di delitti ambientali, scarichi da petrolchimica, veleni al mercurio e pesci malformati.

Martinez non vuole enfatizzare troppo il nuovo numero verde, anche perché deve comunque pubblicizzare quello istituzionale della Guardia costiera, il 1530 che molti confondono con la pubblicità del Tonno Insuperabile perché spesso i palinsesti li mettono vicini. La Guardia Costiera – ha precisato il C.V. –  non si attiva solo dal 1° luglio al 15 settembre, come nel caso dell’SOS MARE, ma lavora sodo – o anche liquido considerato che di lavoro in mare si tratta – per tutto l’anno, 365/365 detto in sigla.

Altra sigla citata riguarda l’H24, che sarebbero le ore in cui all’Arpacal monitorano lo stato delle acque, a costruire quella “cartella clinica” del mare che si può sempre richiedere sul sito dell’Agenzia o a quello governativo www.portaleacque.gov.it. Solo 8/20 le ore nelle quali qualcuno risponde se dall’altro capo dell’etere qualcun altro si prende la briga di segnalare o, parola abbastanza grossa, di denunciare una situazione di sporcizia, di emergenza, o di evidente dolo. Tutti abbiamo ormai un telefonino, dice giustamente Fagà, usiamolo per segnalare all’istante. Anzi, poiché quando i boy scout dell’Arpacal arrivano, spesso non trovano nulla perché la sporcizia va e viene, mandiamo pure una foto a corredo sulla mail o anche su Facebook chiedendo l’amicizia che vi sarà accordata.

Il sevizio, ha detto in coda alla conferenza l’assessore Pugliano perché un giornalista se ne è ricordato prima di andar via – uffa, ma perché la mettono tutti sui soldi -, costerà all’erario “solo” 150 mila euro, a titolo di approntamento del numero verde e come previsione di rimborso spesa per gli interventi fuori sede e fuori degli inviati dall’Arpacal.

Per Pugliano è tempo che le cose cambino. Per questo si ripete il servizio che fu inaugurato l’anno scorso. Certo, rivisto e migliorato. Magari, corredando i battellini per la pulizia delle acque superficiali di apposite rastrelliere per le mucillagini. Oppure, sempre su suggerimento della impagabile Fagà, fornendo i mezzi di pulizia di un Gps satellitare in modo da poterne seguire gli spostamenti. Senza considerare che in caso di furto si potrebbero facilmente rintracciare e magari ci i può spuntare uno sconto sulla assicurazione.

Pugliano chiede la collaborazione di tutti, in particolare dei corpi di polizia municipale e di polizia provinciale che ha fra l’altro competenza sul controllo dei fiumi. Assicura che la Protezione civile regionale su sollecitazione del presidente Scopelliti sarà al fianco della task force per la buona riuscita dell’SOS MARE, e rappresenta lo squadrone di complemento di cui prima. I comuni devono fare la loro parte, e Pugliano assicura che non ce l’ha con loro per via della mancata risposta al questionario sui fanghi degli impianti di depurazione. Anzi, è pronto a riconoscere che vanno cambiati i contratti che legano i comuni ai gestori degli impianti perché troppo gravosi per l’ente locale.

Chissà cosa ne pensa Brunello Censore, consigliere regionale Pd, che proprio nelle stesse ore diffondeva il suo pensiero sulla crisi della depurazione, sulla soppressione degli Ato provinciali per un super Ato superato dai fatti, sulla eccessiva enfasi sugli aspetti della depurazione a valle senza considerare la sconcezza delle reti fognarie nelle aree interne.

Forse Pugliano si riferiva proprio a lui quando a un certo punto ha detto che c’è in Calabria chi accende un lumicino al giorno per fare in modo che qualcosa vada male.

Questo mare. Buono per farci un bagno, una pubblicità da billionaire, una bella cartolina e anche un poster da portare alla Bit. Tutto, pur di non scrivere un’altra lettera di scusa al turista italiano ignoto.

Raffaele Nisticò

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