Non accettare paesaggi dagli sconosciuti

Conclusi i Forum di partecipazione al Quadro Territoriale Regionale/Paesaggistico

 

In simpatica coincidenza con le ultimissime tappe del Tour de France 2012, con il 39° Forum di partecipazione tenuto nell’aula consiliare di Catanzaro (mattina e pomeriggio di venerdì 20 luglio 2012, con simpatico intermezzo rinfocillatorio nella adiacente Villa Margherita) è terminato il tour de force del Dipartimento Urbanistica della Regione impegnato a illustrare su e giù per la Calabria il Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico – in sigla QTR/P – e soprattutto a sollecitare la partecipazione di quanti, amministratori locali, professionisti, imprese, cittadini, avessero interesse a fare osservazioni su un tema di grande impegno prima culturale e poi tecnico e politico: la pianificazione del territorio nelle due componenti insediative e paesaggistiche.

I calabresi hanno sempre avuto fama di testa dura, forse insidiati in questo stigma solo dai confratelli sardi, dove duro si deve intendere nel significato di caparbio. E’ probabile però che il management ruotante intorno all’assessorato regionale urbanistico presuma che i calabresi siano duri sì, ma di comprendonio. Il dubbio viene perché di questo Qtr, con e senza P, si parla ormai da svariati anni, quantomeno dall’insediamento della Giunta Loiero nel 2005. Ne parlarono con enfasi l’allora assessore Michelangelo Tripodi e la dirigente generale pro tempore Rosaria Amantea, ne parlano ancora con enfasi se possibile ancora più corposa gli attuali assessore e dg, rispettivamente Piero Aiello e Saverio Putortì. Anche durante la gestione Tripodi si organizzarono conferenze, incontri collegiali, open days. Sicuramente non 39, ma comunque la strada della partecipazione fu in qualche modo tracciata. Adesso Aiello insiste molto su questo metodo rivoluzionario della politica che va verso i cittadini e non viceversa, con l’intento di sveltire le lungaggini burocratiche e favorire il dialogo costruttivo. In questo senso il Dipartimento calabrese avrebbe ricevuto pubblici encomi in una recente Conferenza Stato – Regioni, tanto da proporre la procedura come progetto pilota. Benissimo. E’ la stessa filosofia che sovrintende la consegna ai sindaci calabresi della “card drive”, la chiave d’accesso informatica agli uffici del dipartimento per tutto quanto concerne il disbrigo pratiche che di solito comportano tempi estenuanti e tonnellate di fotocopie. Meno carta più idee, insomma.  Insomma, quando c’è da riconoscere qualcosa di positivo è bene farlo. Allo stesso tempo, bisogna rilevare come, nell’ascoltare assessore e dg mentre illustrano metodi e obiettivi del Qtr/P, si ha l’impressione che esso sia un parto di loro esclusiva gestazione. Cosa che non è, per chiunque abbia un minimo di memoria politica. Piuttosto, sarebbe interessante sapere in quali punti l’elaborazione della attuale gestione si discosta dalla precedente e se le variazioni apportate siano di tale importanza da giustificare tutto il notevole sottostante dispendio di lavoro, energia e sicuramente risorse.

L’urbanistica è materia affascinante, come ha affermato Putortì nel chiudere gli interventi introduttivi del forum. Materia che appassiona perché ha molto a che fare con la qualità della vita. E allora entra tutto: arte, architettura, paesaggio, cultura, storia. Ha raccontato di avere svolto la professione in Veneto prima di essere chiamato a dirigere l’urbanistica al comune di Reggio Calabria. In riva al Brenta è ( o era, i tempi cambiano, ndr )lo stesso contadino a chiedersi se la pietra con cui mette su il muro di cinta del podere è confacente all’ambiente circostante. In Calabria non se lo chiedono neanche i professionisti.  Da qui la necessità di una rivoluzione culturale che deve interessare tutti, iniziando dagli stessi architetti che sono anche, per statuto, pianificatori del territorio. E’ difficile dare una spiegazione che non sia meramente monetaria del perché gli emuli di Vanvitelli non applichino nella professione quanto apprendono durante il corso di studi in merito alla ineluttabile azione modificatrice della loro opera sul paesaggio. E’ sempre Putortì a svolgere queste considerazioni. Che si aggiungono alla constatazione che in Calabria c’è un volume di costruito sufficiente a soddisfare le esigenze abitative di dieci milioni di persone. Solo che i calabresi sono solo 2 milioni. Cosa far di tutto quanto  non serve se non, forse, nel solo mese di agosto? E’ solo uno dei questori si cui  cerca di trovare soluzione il Qtr/P che in queste giornate di forum ha allestito quattro tavoli tematici rispettivamente su: conservazione dinamica; gestione sostenibile; riqualificazione delle aree compromesse; nuovi paesaggi trasformabili. Occorre, in sostanza coniugare economia e paesaggio.

Non sappiamo esattamente perché, ma la vediamo dura.

Raffaele Nisticò

® riproduzione riservata

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