L’Agenda grossa di Sergio Abramo

 

Pubblicato il 25 marzo 2018

Chissà perché. Alla presentazione del programma di Agenda Urbana per la città di Catanzaro, officiata dal sindaco Sergio Abramo con l’aiuto fondamentale di Antonio De Marco, si avvertiva l’aria rassicurante del già visto e del già sentito, corroborato rinforzato e puntellato dai ricorrenti “vedremo” e “sentiremo” che predispongono equamente a speranze e perplessità. Ci sono ben 32 milioni di finanziamenti Por in ballo, o giù di lì, più una manciata – si fa per dire – di milioni non di competenza diretta dell’amministrazione comunale ma supervisionati dalla Regione, ente con il quale i rapporti non sono stati ultimamente idilliaci per notorie divergenze di schieramento. Alla resa dei conti – termine ultimo di rendicontazione il non lontanissimo 2023 – la Città tra i Due mari dovrebbe assumere un aspetto meno improbabile di quello attuale, più vicino agli standard “smart” desiderabili che a quelli “smort” oggi identificabili.

Questo ha auspicato il sindaco: questo ha lasciato intravedere, entrando più nel dettaglio, l’ottimo De Marco che, dismessi i fugaci abiti del competitore di Abramo alla guida del governo cittadino, appese al chiodo le responsabilità di dirigente regionale di un settore delicato quale quello delle politiche sociali, ha offerto in modalità lodevolmente gratuite le curriculari competenze programmatorie al servizio dell’amministrazione civica.

L’occasione era l’illustrazione delle linee guida dell’Agenda ai rappresentanti delle parti sociali, economiche e del terzo settore. Per inciso, il sindaco non ha lasciato cadere l’occasione utile a fornire un ulteriore consuntivo delle cose fatte nell’arco di 25 anni di governo cittadino, considerato che siamo in presenza del suo quarto mandato quasi consecutivo. Ma su questo andiamo oltre, rimandando semmai un esame complessivo a quando lo stesso Abramo deciderà di porre termine al longevo periodo di quasi monopolio amministrativo, un dato peculiare nel generale quadro di volubilità delle omologhe esperienze, difficilmente superiori al limite standard dei due mandati. È stato d’altra parte lo stesso Abramo, recentemente, a fare intendere di volere ampliare il suo raggio d’azione politico, magari riproponendosi quale candidato alla presidenza della Regione Calabria dopo la sfortunata esperienza del 2005 che lo vide soccombere dietro ad Agazio Loiero.

Ritornando ad Agenda Urbana, senza entrare nel merito dei molti interventi individuati, tutti meritevoli di attenzione e di incoraggiamento soprattutto se inquadrati nella più ampia cornice degli altri strumenti progettuali europei e nazionali in atto, è lecito mantenere un senso di vigile scetticismo, giustificato dai risultati delle esperienze pregresse. I migliori progetti, pur plausibili nei presupposti e nelle attese, sono destinati a rimanere vuoti esercizi di virtuosismo tecnico se non sono accompagnati da una visione strategica complessiva che guardi a un modello sostenibile di città e se non sono supportati dalla partecipazione attiva della cittadinanza non coincidente ai tavoli di partenariato e di monitoraggio, troppo coinvolti dagli interessi associativi per essere rappresentativi del bene comune. Detto fuor di metafora, occorre evitare che i veri beneficiari degli interventi siano i partner pubblici e privati, di primo secondo e terzo settore e non, come deve essere, i cittadini residenti e visitanti. Ecco, il già visto e il già sentito si riferisce proprio a questo fumo sottile di consorteria, di occasione buona, di tentar non nuoce che non si sa mai. Tutto dovrà misurarsi con gli interessi concreti, soprattutto con quelli saldamente fondati sul terreno. Non è stato certo un caso che gli unici momenti di vivacità dell’incontro tenuto alla biblioteca De Nobili sono coincisi con la previsione dell’abbattimento della vecchia scuola della Maddalena – contestato con forza dall’urbanista Maria Adele Teti – per fare spazio a un palazzotto per gli appartenenti alle forze dell’ordine e con la quantificazione al ribasso del costo di un affitto da social housing da parte del sindaco – che ha provocato un coro di sconcerto da parte degli addetti ai lavori in quanto fuori dalla realtà e dalle loro aspettative di profitto.

Anche questa Agenda varrà non perché bella ma per quello che rimarrà scritto. Scripta manent, pecuniae volant.

©riproduzione riservata

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...