La Brain City di Tullio Barni

Pubblicato il 17 maggio 2018

Da “semplice anatomista” come da autodefinizione understatment, Tullio Barni sarà anche un po’, forse parecchio, citologo. Di sicuro è un grande citazionista. Ho avuto modo di ascoltarlo nel tardo pomeriggio di mercoledì al Circolo Placanica e sono uscito sopraffatto dal gran numero di citazioni su cui ha costruito la sua bella tirata in tema di rapporto città-università, per dirla in sigla CZ/UMG, Città di Catanzaro/Università Magna Graecia. È partito da Ernesto Galli Della Loggia, è passato per Serge Latouche, ha lambito Alexis de Tocqueville, con decine di fermate intermedie a Bilbao, a Valencia, a Oresund, finanche nella desertica e straricca penisola araba. Non per dire che il mondo è vario e degnamente popolato, ma per validare due assunti tra loro conseguenti: che la tecnologia fa l’uomo furbo e che per essere furbi tecnologici occorre propiziare. Detto in modo più chiaro, se si vuole veramente che Catanzaro divenga, come da brand ormai consolidato, Città della Cultura e della Conoscenza, è fatto obbligo inventarsi qualcosa che funga da gancio, che capti, intercetti, trattenga e dia sviluppo virtute e infine canoscenza. A proposito, lo scrivo adesso perché altrimenti mi passa in dimenticanza, leggendo le slide mi è venuto in mente che Catanzaro è la città dalle 4 C, tutte maiuscole come si suole imprimere in tutti i documenti un po’ paraculi, ultimo Agenda Urbana 2018 su cui poi tornerò: Catanzaro Città Capoluogo della Calabria. Anzi, adesso che ci penso, esageriamo pure. Città delle 6 C: Catanzaro Città della Cultura e della Conoscenza Capoluogo della Calabria. Altro che 3 V.

Per dire il vero, il Barni Tullio da Prato della C fa volentieri a meno, per cui Catanzaro diventa ‘Hatanzaro, e detto da lui è un vero spasso. Se non fosse il valente docente che è avrebbe potuto calcare le scene come dicitore di storie. Pinocchio letto da lui sarebbe una gran cosa, e può darsi che lo abbia già fatto in pubblica seduta. Intanto, e fino a quando tra cinque anni non andrà in pensione, è titolare di Anatomia umana all’UniCz e delegato del rettore per i rapporti con la città. In questa veste è stato invitato da Venturino Lazzaro al Placanica che, ex abrupto, ha voluto sapere perché questi benedetti rapporti non hanno mai staccato l’ombra da terra, non sono mai decollati, in un misto di gelose incomprensioni e deferenti indifferenze, anche, anzi del tutto, al netto della questione corrente dell’integrazione ospedale-policlinico.
Barni ha fatto il possibile per trovare un equilibrio tra veste ufficiale di delegato rettorale e portatore di opinione in proprio, con abile mossa che gli potrebbe consentire, qualora interrogato su taluna profferita, di attribuire all’una o all’altra veste la corrispondente matrice. È vero, l’università ha inciso poco sulla città, e men che meno quest’ultima influisce sull’ateneo. Non è questione di campus, perché a questo non c’è alternativa: la ricerca, la conoscenza, sono commistioni immediate e contingenti di saperi che devono coesistere in un ambito ristretto, omogeneo e riconoscibile. L’apertura di sociologia in centro è stato un errore, una immissione a freddo che non comporterà alcuna crescita, né alla facoltà né alla città. Con la conseguenza che Barni i sociologi di Catanzaro (i professori, intendo), non li conosce nemmeno. Quindi di uno spostamento di giurisprudenza in un palazzo buono (tipo Galluppi) non se ne parli nemmeno. E l’attivazione dei corsi superiori al San Giovanni, in quella che è stata considerata la concessione dei gioielli di famiglia a una istituzione di riguardo, chiede Lazzaro? Qualcuno si è accorto della loro presenza, hanno apportato qualcosa in termini di vivacità intellettuale, a anche solo per mescita media di caffè nei bar vicini? Barni glissa, ma fa capire che a lui del San Giovanni non gliene impipa nulla. Il sindaco se lo riprendesse pure. Al limite, dategli il Masciari, perché forse lì gli studenti qualcosa ci sapranno fare, in termini di creatività. Quelli universitari, beninteso. Perché sulle scuole superiori meridionali una parola di verità occorre dirla, sulla tendenza di attribuire voti di eccellenza alla maturità che non trovano rispondenza nei test di ingresso e in quelli Pisa/Invalsi. Sopravvalutati in casa i maturati del sud, compresi i catanzaresi, risultano mediocri nei test anonimi, criticabili fin che si vuole ma in ogni modo pietra di paragone su cui poggiare un giudizio.

Su Agenda urbana siamo un po’ alle comiche. Se Catanzaro è, secondo l’Agenda e anche secondo Piano strategico e ribadita volontà politica, città della conoscenza, sarebbe parso persino scontato che nello stenderne i lemmi, che pure ne fanno ampio riferimento, si fosse consultato il soggetto più deputato a rispondere con cognizione di causa. Ciò non è avvenuto, e questo la dice lunga sulla bontà e continuità dei rapporti tra le due istituzioni che, si è capito, vivono più sulle cortesie personali tra i vertici che su una sintonia di intenti. Un’idea per Catanzaro Barni l’ha sempre avuta, e l’aveva già esposta vent’anni fa, quando arrivò fresco di nomina. Contrapponendola all’ormai abusata etichetta di smart city, tra l’altro localmente fraintesa e immiserita, aveva introdotto e propugnato il disegno di una brain city, una città che ai cervelli offrisse un porto di rifugio invece che una via di fuga. Per farlo Catanzaro e la Calabria, forti anche della loro università, avrebbero dovuto vendere il suo atout migliore: il territorio, lo stesso al quale Barni non rinuncerà neanche quando, tra un lustro, andrà in quiescenza. Dalle finestre di casa sua, sulla Panoramica di Catanzaro, gode di splendide albe e di incantati tramonti sul mare. Sa di avere la Sila appena alle spalle. Non ci vorrebbe molto, con un po’ di volontà politica giustamente indirizzata, approntare una gigantesca pista ciclabile in parallelo agli 800 chilometri di costa. Altri luoghi, con meno appeal di Catanzaro, ci sono riusciti. Certo, investendo. Certo, azzardando. Bilbao, per esempio. Sul Guggenheim Museum ha costruito la sua fortuna. Poi c’ha messo vicino un po’ di Calatrava con il suo ponte, un po’ di Foster con la sua metro. Bilbao si affaccia sul mare di Cantabria. Catanzaro si affaccia o no sul mare di Calabria? A volte i nomi …

Ma quello che più fa pensare, è che Barni Tullio da Prato, oltre che “semplice anatomista” è anche un perfetto buontempone. Brain è l’anagramma di Barni. City Brain cela la Città di Barni. A volte i nomi …

© riproduzione riservata a meno citazione fonte

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