Chi ha detto che Salvini divide? A margine delle contestazioni riemergono affinità dimenticate

CATANZARO – A Soverato come a Policoro, a Catania come a Isola Capo Rizzuto Matteo Salvini riesce nell’impossibile impresa di riunire antichi avversari, finanche irriducibili nemici.  La prova più evidente ieri sera a Soverato, nel bel mezzo delle contestazioni al “Capitano” leghista. Appena davanti al cordone della polizia in tenuta antisommossa, accanto agli striscioni esplicitamente antisovranisti, faceva sensazione vedere agitarsi il vessillo del Movimento 5Stelle: Inconfondibile, straniante quasi. Come cambiano le prospettive politiche, i punti di vista. A sole 24 ore dallo strappo anti Conte ecco riapparire l’anima di sinistra dei grillini data per desaparecida.  Ieri, a Soverato, come dovunque in queste tappe balneari post Papeete, c’è di tutto. Per esempio al richiamo scandito dai gruppi Facebook spontanei non ha saputo resistere neanche Antonio Viscomi, deputato Pd, in una vita antecedente professore di diritto del lavoro alla Magna Graecia: «Qui Salvini viene come segretario del suo partito, non come ministro degli Interni. Sull’ordinanza del sindaco di Soverato che chiude alcune strade si legge che ciò accade per “evento politico”. È un grande equivoco, perché da quando è stato nominato ministro degli Interni, avrà passato al Viminale sì e no una ventina di giorni. Tutto il resto è stato in giro a fare propaganda politica per suo partito. Allora, noi abbiamo bisogno di un ministro degli Interni che opera contro la mafia, contro la ‘ndrangheta e non si preoccupi soltanto di fare la guerra a chi salva gli immigrati in mezzo al mare».

A Viscomi fa quasi eco Arturo Bova, consigliere regionale Articolo 1, presidente della commissione regionale antimafia: « È una manifestazione non tanto contro Salvini quanto contro il suo modo di intendere il ruolo istituzionale, contro l’arroganza del potere, contro tutte le forzature rispetto ai dettami della Costituzione. Non si comprende se Salvini pensa di assommare nella sua persona i poteri del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio, del presidente delle due Camere, eccetera. Ma quasi quasi lo ringraziamo, lo dico da sinistra, per fortuna che c’è Salvini, perché abbiamo capito tutti finalmente che è arrivato il momento di recuperare i nostri valori tradizionali, di non “scherzare” più  con il fuoco. Più che le beghe interne ci sono grandi valori da affermare, in Italia, ma in Europa e nel mondo».
Ma non è solo la politica in senso stretto a rinunciare a un placido sabato di relax. Nello spazio assegnato ai contestatori incontriamo Bernard Dika, studente di 21 anni, nominato  due anni fa dal presidente Mattarella Alfiere della Repubblica, per i suoi meriti nello studio e nella società: «Sono innamorato della Calabria ma vengo dalla provincia di Pistoia. Siamo qui perché non eravamo d’accordo sulla distinzione tra italiani e non italiani, e oggi non siamo d’accordo sulla distinzione tra italiani e alcuni italiani. Salvini ci veniva a raccontare, fino a qualche settimana fa, prima gli italiani, adesso con la riforma dell’autonomia differenziata, prima alcuni italiani dopo gli altri. Lo dice un toscano pienamente convinto, lo dico ormai da settimane in questa terra, perché credo che la Calabria abbia tanti difetti, ma anche tante potenzialità. E il fatto che a differenza di tante altre regioni le potenzialità non vengano messe in campo costituisce un problema, che porta a necessità che dobbiamo contribuire a superare».

E i “nativi” soveratesi? Ci sono, ci sono. Marta Barbuto, studentessa di Soverato, vive a Roma, promotrice della pagina Facebook “10 Agosto, contestiamolo”: «Sono qui per contestare il ministro Salvini che oggi per altro non è in qualità di ministro ma di leader politico che si fa portatore di messaggi di odio generando un clima di tensione e violenza e paura soprattutto nei confronti dei diversi. Non siamo contenti di averlo qui, perché non dimentichiamo essendo dei teroni che ha passato trent’anni della sua avita ad insultarci e oggi pensa di essersi ripulito  e si presenta come il nuovo nonostante il suo partito sia stato al governo per vent’anni con Berlusconi. Troviamo ridicolo e paradossale che si presenti come il salvatore della patria e non è neanche in grado o meglio non vuole spiegare quali siano i suoi rapporti con una potenza straniera come la Russia di Putin, il ministro Salvini si fa portatore di messaggi anticostituzionali e fa approvare decreti al limite, come il decreto anti sicurezza bis che siamo certi appena passerà al vaglio della Consulta sarà bocciato».
E c’è anche la Soverato “istituzionale”. Sara Fazzari è assessore alla politiche sociali del comune di Soverato: «Mi trovo qui a titolo personale. È una riunione spontanea di giovani e giovanissimi che organizzano una protesta pacifica contro non il ministro, ma contro Salvini Lega, capo di partito. È qui a fare propaganda politica.  In alcuni casi a forzare la mano in senso anticostituzionale. Non si può fare morire povera gente in mare.  Occorre trovare la soluzione a monte, non far partire questa gente ma una volta che sono in mezzo alle onde non puoi voltarti dall’altra parte, non puoi non dare una mani, non dare una speranza. Soverato è una città molto sensibile sul tema, ha accolto già nel 1997 la barca che portò i curdi. Soverato è città aperta».

Tra striscioni e bandiere multicolori si aggira un volto conosciuto. Enzo Colacino, autore e polemista in dialetto, che ha il primato del primo lenzuolo anti Salvini, rudemente esplicito, come da ritratto sul suo balcone: « No, no, scandiamo bene le parole. Sono stato notato sul balcone, non sul barcone. Qui bisogna stare attenti, che non ci vuole niente a finire in galera. È partito tutto da lì, lo striscione sul mio balcone. Ho espresso solo il mio pensiero, come ha fatto anche oggi su Facebbook senza parole, aderendo al claim “Noi siamo pronti”. Avvertivo, con forza, oltre alla giornata di caldo, un certo odore non proprio piacevole. E lo striscione non parlava del depuratore».
Rita Caminiti, ha i capelli bianchi, età avanzata ma indefinita, non si chiedono gli anni a una signora: «Uno che ha odiato il Meridione, oggi viene a chiedere i voti qui. Non capisco come la gente lo può accoglier. E poi vorrei proprio sapere quante volte è stato seduto sulla sua poltrona di ministro, a svolgere il proprio lavoro? Ha fatto solo propaganda, anche in spiaggia, viene nelle spiagge più belle della Calabria, nel Meridione, e poi perché non parla più della divisone dal suo Lombardo Veneto, come non parla di tante cose, se non di quello che più gli fa comodo, nominando anche la Madonna, il Rosario, un sacrilegio. E la gente non so come fa a dargli fede».

E per terminare come in un circolo, finiamo dalla politica stretta, come dalla politica abbiamo iniziato. Gianmichele Bosco, consigliere comunale di Catanzaro, gruppo di Cambiavento: «Qualche giorno fa abbiamo saputo dell’arrivo dell’esponente della Lega, che evidentemente già prevedeva la repentina caduta del governo, e ha scelto di fare questo tour elettorale vero e proprio. Per questa ragione, la popolazione civile e democratica si è organizzata spontaneamente. È nata una protesta prima a mezzo social con Usb, Potere al popolo, Anpi, e altri movimenti spontanei, compresi Articolo 1 e alcuni esponenti del Pd, per stare qui in piazza, per dire no alla politica securitaria di Salvini. Per dire no al fumo negli occhi che vuole venderci l’esponente della Lega dopo avere bistrattato il Meridione per decenni. Siamo qui per rivendicare i veri problemi della società, che sono il lavoro, non parla mai di lavoro, non parla mai di inquinamento, non parla mai dei reali problemi della nostra società. Cerca sempre di deviare il problema, parlando di sicurezza, creando un’insicurezza generalizzata, creando una guerra tra i poveri, e non creando la vera sicurezza sociale, volta alle garanzie nel mondo del lavoro, alle garanzie delle qualità di vita. Salvini vuole cavalcare l’onda della paura».
Quando abbiamo registrato queste testimoniane, il sole era ancora alto sul bel lungomare di Soverato. Dopo un paio d’ore, arrivato Salvini, il clima, se possibile, si è fatto ancora più caldo. Come dalle cronache del giorno prima.

Questo articolo è stato pubblicato si noidicalabria.it l’11 agosto 2019

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