Sassi materani e Fioriture czaresi

Pubblicato 11 maggio 2017

Paolo Verri lascia Catanzaro con la confortante sensazione di avere nella città calabrese più estimatori che a Matera, dove svolge da anni con indubbio successo la funzione di direttore del Comitato che l’ha guidata verso la proclamazione di Capitale europea della cultura 2019, e dove, a leggere le cronache, qualche problema ce l’ha pure. Standing ovation a fine discorso da parte di un pubblico che ha affollato la sala dei concerti a palazzo De Nobili al di là di ogni aspettativa, tanto che Nicola Fiorita, comprimario della serata, ha dovuto ammettere di non avere, lui e i suoi collaboratori in questa prima fase di campagna elettorale da candidato sindaco, un fiuto particolarmente addestrato a indovinare dimensioni e capienza dei posti dove svolgere le iniziative pubbliche. Speriamo per lui che non si ripeta il vecchio paradosso del buon Pietro Nenni che, alla fine della vendemmia, ebbe a sintetizzare il lapidario “Piazze piene, urne vuote”. Pubblico rapito e un po’ ubriacato dalle mirabolanti escursioni verticali e orizzontali del manager culturale che in un’ora di discorso ha spaziato in maniera puntiforme in molte città europee e ha citato con competenza e buona resa mnemonica poeti, sociologi, politici e appuntamenti culturali di sicuro richiamo, a cominciare dal Salone del libro di Torino di cui è stato per diversi anni il giovanissimo direttore. Il pubblico catanzarese, è risaputo, sa dimostrarsi oltremodo generoso con chi ne accarezza le riposte debolezze sentimentali.

Verri, consapevole o meno di questo, ha tirato fuori dai suoi ricordi di supporter granata del Toro il nome a effetto di Palanca, sul cui micidiale corner a rientrare ha giocato anche Fiorita per chiudere in brillantezza il suo intervento finale, legandolo al vento e alla sua prodigiosa attitudine a cambiare il corso ordinario delle cose, oltre che del pallone. Verri ha poi svolto con accurata nonchalance il suo eccezionale curriculum, sempre a capo di qualcosa di importante da organizzare e da coordinare, sia in proprio – come editore, per esempio, sia su incarico delle amministrazioni pubbliche – come responsabile del Piano strategico di Torino, delle candidature delle Universiadi invernali e di altre simili celebrities.

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