La vocazione sotterranea di Catanzaro

Storia bicentenaria dell’acquedotto del Visconte
Sulla strada del Visconte
Sulla strada del Visconte

Il genius loci è imprevedibile e originale. Seguendo imperscrutabili trame, ama esprimersi come gli suggeriscono i venti, il profilo dei monti,  lo scintillio del mare. Forse troppa bellezza può abbagliare, oppure intimorire, e, anche, discretamente consigliare. In luogo di realizzare il meglio di sé verso l’alto, può suggerire di esprimere prova di pratica virtù dal suolo in direzione opposta, in basso, laddove, nella lontananza dei tempi, divinità occulte disponevano del bene e del male, della vita e della morte. Vi regnavano la fervida Demetra, protettrice delle messi, e il corrucciato Ade, signore degli Inferi, e li univa la moglie di lui, Persefone, che della prima era amica e complice. Di questo mondo buio, nascosto agli occhi dei più, rimangono tracce.  Sono grotte, camminamenti, gallerie, sbocchi, pozzi, labirinti. Il genius, talvolta, le discopre, le ama e le copia. Coglie al volo un’occasione propizia, o uno svincolo della storia.

Come è capitato anche a Catanzaro, città della media Calabria che, per il tempo che qui ci interessa, era così descritta (nel 1882) dall’archeologo parigino François Lenormand mentre, sballottato da una carrozza, intraprendeva una tappa del suo grand tour: ”In fondo alla vallata lasciamo sulla destra, a un centinaio di metri di distanza, una vasta chiusa di aranci e di altri alberi fruttiferi, perfettamente irrigua, di una vegetazione meravigliosa, circondata da tutti i lati da rocce a picco bruciate dal sole e coperte da cactus, di agavi e aloe. Questa chiusa passa per una delle meraviglie dei dintorni di Catanzaro; è uno dei siti in cui si conducono i forestieri. La si chiama il Paradiso, e tal nome è ben dato, perché è un vero paradiso di frescura e di ridente vegetazione, una deliziosa solitudine, nella quale è possibile credersi isolato dal resto del mondo” (La Grande Grèce, Paris, 1881-1884).

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Il caso Catanzaro/Lo scandalo c’è. Ma pagherà?

Catanzaro 21 marzo 2014. Manifestazione PD per le dimissioni del sindaco Abramo
Catanzaro 21 marzo 2014. Manifestazione PD per le dimissioni del sindaco Abramo

Il Pd di Calabria vuole le dimissioni del sindaco Sergio Abramo come conseguenza immediata del montante scandalo legato alla pubblicazione degli atti relativi all’indagine che la Digos ha condotto su indicazione della procura di Catanzaro, partita dalla compilazione anomala di una lista partecipante alle ultime amministrative. Una delegazione di alto livello, composta dal segretario regionale, dai deputati di zona e da rappresentanti del Consiglio, si è recata dal prefetto. Ufficialmente non per chiedere le dimissioni del sindaco – sarebbe ingenuo credere che questo passo possa essere riconosciuto come formalmente accettabile -, ma per rappresentargli lo stato di disagio amministrativo e di normalità istituzionale che la maggiore forza di opposizione avverte, in una situazione in cui il primo a rendersi conto che il livello di guardia della pubblica moralità (della moralità pubblica) è stato ampiamente superato dalla compagine di governo cittadino, tanto da averla azzerata ex abrupto e immantinente, è lo stesso sindaco, alla ricerca affannosa di una nuova, spendibile squadra.

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L’utopia politica di Franco Cimino

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Guglielmo Hotel, Catanzaro, giovedì 13 marzo 2014

Franco Cimino ha fatto il miracolo. E’ riuscito a riempire la sala del Guglielmo Hotel di Catanzaro nel presentare il suo libro – L’utopia della politica, cittàcalabriaedizioni, 2013, pag 248, € 15 -. Per il miracolo forse lo ha aiutato la presenza contemporanea di due arcivescovi, il corrente e l’emerito. Ma certamente fattore propulsivo è stato avere invitato Pierferdinando Casini, per via di una lunga amicizia che risale ai tempi felici del movimento giovanile della Dc. E anche, per via di un certo clamore mediatico riflesso, aver fatto partecipare il direttore del Quotidiano della Calabria, giornale sul quale sono apparsi gli interventi di opinione che Cimino ha elaborato dal 2005 in poi e che ha riunito nel libro in questione. Il nostro, va detto, ama intervenire e ama scrivere. Essere riuscito a stabilire un filo diretto con la direzione del quotidiano di Castrolibero ha dato libero sfogo alle due passioni che si innestano su una attenta riflessione dei fatti che giunti alla osservazione generale attraverso i media. Cimino interviene su tutto e tutti: chiesa, papa, scuola, povertà, immigrazione, giovani, fatti di cronaca, cultura, spettacoli. E’, diciamo, un opinionista spinto. Tutto filtrato dalla intima necessità di trasferire l’impulso morale che lo muove nel terreno operativo della politica, scenario che Cimino ha conosciuto da giovanissimo e che ha calcato per tutta la vita, sempre in ambito democristiano e successivi. Continua a leggere “L’utopia politica di Franco Cimino”

La nottata d’ uno scrutatore

La nottata d’uno scrutatore

“Le elezioni è  una cosa che dura due minuti. Uno va e vota” *

A Enrico avevano detto che era tutto facile e che non aveva nulla di che preoccuparsi. Era stato suo cugino Leonardo, che di elezioni ne aveva già fatto un paio, a farlo iscrivere alla lista del Comune come scrutatore: “Così ti guadagni qualcosina, basta che vai al seggio sabato pomeriggio, senti il presidente che ti spiega cosa fare, ti diranno di contare le schede o di scrivere i dati sul registro e poi qualcosa sulle operazioni di voto. C’è da stufarsi un poco ma poi il giorno dopo, al massimo due, vai al Comune e ti prendi 150 euro. Il difficile è farsi chiamare, però possiamo dirlo al nostro amico Fofò, che lui li conosce tutti al Comune”. Non c’era stato bisogno di dire niente all’amico Fofò, perché questa volta gli scrutatori li avevano scelti a sorteggio, e chissà per quale coincidenza, una volta tanto a Enrico gli era andata bene. Lo avevano chiamato e lui, come da invito, si era presentato in quella sezione di Lido, la solita scuola media con i muri pieni di quadretti naif opera degli studenti di anno in anno, l’altarino con la madonnina bianca e celeste con due o tre rose di plastica e un lumino sempre acceso, e la bandiera italiana pronta per le migliori occasioni.

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